Farmindustria, quella italiana leader in Ue
I numeri parlano chiaro: farmaci e vaccini al primo posto in Italia per surplus con l’estero, con oltre 21 miliardi di attivo nel 2024. A ciò si aggiungano nuovi record per produzione, 56 miliardi di euro, ed export, 54 miliardi, raggiunti nel 2024 dall’industria farmaceutica in Italia, «che conferma il ruolo di leader in UE della nostra Nazione, insieme a Germania e Francia. Imprese che sono prime dal 2022 al 2024 anche per incremento del valore aggiunto, +18%, rispetto a una crescita cumulata del PIL dell’1,4%». Lo ha detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, nel corso dell’Assemblea annuale svoltasi oggi.
Non solo luci, anche ombre. «In Europa la situazione è molto difficile. Sia per misure che hanno compromesso la competitività complessiva dell’industria, con alcuni settori che rischiano di sparire, sia per una serie di lunghezze burocratiche che recano danni alla competitività, aumentano i costi e impediscono di fare passi avanti nello scenario internazionale. Serve un cambio di rotta evidente e rapido. Le regole di 20 anni fa non possono essere adatte a un mondo radicalmente diverso e in continua evoluzione. Sono urgenti scelte politiche coraggiose e veloci», evidenzia sempre Cattani.
Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta con un videomessaggio, «sostenere la farmaceutica significa investire nel futuro, nella salute, nell’occupazione di qualità, nella capacità dell’Italia e dell’Europa di guidare l’innovazione».
Grazie ai dati incontrovertibili, l’Italia è riuscita a crescere fino a raggiungere il 4° posto al mondo per export complessivo. L’export è fondamentale in tanti territori, Nord, Centro e Sud, con una quota sul totale manifatturiero da 3,5% a 9,1% in 20 anni.