I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e delle organizzazioni datoriali dalla ministra Calderone
Salvo complicazioni, la riunione al ministero del lavoro e delle politiche sociali, convocata per le 17 del 2 luglio, dovrebbe portare alla sottoscrizione del protocollo quadro condiviso per la gestione delle emergenze climatiche nei luoghi di lavoro. Non è un caso che, dopo i vari tavoli tecnici delle scorse settimane alla presenza degli esperti dei sindacati e delle organizzazioni datoriali, la riunione preveda la presenza della ministra Marina Calderone e dei vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, da una parte, e di Confindustria, Ance, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative, dall’altra. Del resto, si tratta di un protocollo atteso da tempo. Una prima stesura, dedicata in quel caso alla gestione del caldo estremo nei luoghi di lavoro, era pronta già a luglio del 2023. Nonostante le diverse interlocuzioni, le organizzazioni datoriali non vollero firmare il testo che, nel frattempo, era stato esteso a tutte le emergenze climatiche, alla luce di quanto accaduto in quei mesi anche su altri fronti, ad iniziare dalle eccezionali piogge che avevano provocato notevoli danni in diverse aree del Paese. Nel 2024, fu soprattutto l’Ugl a chiedere di riprendere in mano il dossier, ma, ancora una volta, le organizzazione datoriali fecero muro. Tutto ciò è andato avanti fino all’inizio di giugno, quando soprattutto le cooperative hanno spinto su Confindustria.