Per il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, «dobbiamo essere tutti orgogliosi»

Si tratta di un «primato anche qualitativo, abbiamo dimostrato di essere capaci di utilizzare in modo virtuoso gli strumenti che l’Europa ci ha fornito e siamo diventati un modello per gli altri Stati membri». Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, celebra così il pagamento della settima rata del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, sbloccato dopo la valutazione positiva della Commissione europea sull’avanzamento del Piano, che procede spedito (ad oggi sono stati centrati tutti gli obiettivi, tra milestone e target, programmati nelle prime sette rate). Altrettanto (e giustamente) entusiasta anche il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti: «Dobbiamo essere tutti orgogliosi», ha detto, ricordando che «fin dal primo giorno del suo insediamento, il Governo Meloni ha portato avanti un incessante lavoro, che ha fatto scuola in Europa, per adeguare il Pnrr alle reali esigenze di cittadini e imprese e rispettare, al tempo stesso, tutti gli impegni concordati a livello europeo». Sullo sfondo, trova spazio nelle pagine di cronaca politica anche un attacco del presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, alla decisione del governo di appoggiare la scelta della Nato di aumentare la spesa per la difesa, alla luce degli ultimi avvenimenti geopolitici – si veda l’aggressione russa all’Ucraina – che contribuiscono a rendere instabile il quadro complessivo: «Giorgia Meloni è premurosa nei confronti di Washington, sottoscrive un impegno di spesa aggiuntiva militare per 445 miliardi nei prossimi 10 anni ma si scorda degli italiani».