Calano i posti di lavoro precario, a vantaggio di quelli a tempo indeterminato

L’Inps conferma la crescita dell’occupazione nel nostro Paese. Su base annua, nel solo settore privato, i posti di lavoro sono cresciuti di 300mila unità. Un dato che è il frutto di una dinamica sicuramente positiva: i contratti a tempo indeterminato, quindi quelli stabili, sono aumentati di 322mila unità, a fronte di una riduzione di circa 22mila unità fra i contratti stagionali e a tempo determinato. Un aspetto che è stato subito evidenziato dalla ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, e dal sottosegretario allo stesso dicastero, Claudio Durigon. Le assunzioni a tempo indeterminato sono, sicuramente, influenzate da fattori diversi, dall’andamento dell’economia nel complesso all’interesse delle aziende ad attrarre personale qualificato in un momento in cui circa la metà delle stesse lamenta la difficoltà a trovare le competenze richieste. Nella decisione, però, ha il suo peso anche la possibilità di accedere agli incentivi per le assunzioni. Come chiesto dalla Cisl e dalla Ugl, il governo nelle ultime leggi di bilancio ha investito molte risorse per abbattere il costo del lavoro pure sul versante dei datori di lavoro. A tal proposito, sono stati introdotti forti incentivi sul versante della decontribuzione, validi anche nel caso di trasformazione del contratto a tempo indeterminato, oltre alla cosiddetta maxi-deduzione che produce un vantaggio netto per il datore di lavoro.