di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Mentre il centro sinistra mostra evidenti difficoltà nel “disegnare” il suo campo e si caratterizza per battaglie (come il salario minimo) che non ha saputo né voluto imporre quando era al governo o, come per il referendum contro il Jobs Act, contro sé stesso e il suo passato, il governo di centrodestra continua a raccogliere risultati positivi.
Ieri, dal fronte economico (dati Istat) abbiamo saputo che il potere d’acquisto delle famiglie è tornato a crescere nel primo trimestre del 2025 e così anche la propensione al risparmio (al 9,3%), mentre in termini di lavoro (dati Inps), sappiamo che nel mese di marzo sono stati rilevati 300.000 posti di lavoro in più nel privato rispetto all’anno precedente, con un saldo favorevole per i contratti a tempo indeterminato (+322.000).
Oggi l’Italia ha ricevuto la valutazione positiva al pagamento della settima rata del Pnrr, pari a 18,3 miliardi di euro, adottata dalla Commissione europea in seguito al positivo conseguimento di tutti gli obiettivi previsti. In una nota Palazzo Chigi ha spiegato che, con la recente revisione tecnica, che ha aggregato in un unico traguardo i tre obiettivi connessi alle misure su rinnovabili, batterie e alla riforma del rischio finanziario associato ai contratti di acquisto per le energie rinnovabili, gli obiettivi programmati e conseguiti sono stati 64, suddivisi in 31 milestone e 33 target.
Chiaro e comprensibile l’orgoglio della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sottolineato come, con il pagamento della settima rata, l’Italia abbia confermato il primato europeo nell’avanzamento del Piano, con oltre 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione finanziaria complessiva e al 100% degli obiettivi programmati nelle prime sette rate, pari a 334 tra milestone e target. Obiettivi conseguiti nel pieno rispetto del cronoprogramma stabilito dalla Commissione.
Orgoglio che, in un Paese con una classe politica più matura e responsabile, dovrebbe appartenere a tutti perché, quando si dimostrano in concreto, cioè con numeri e dati alla mano, miglioramenti, fino a superare conclamate e antiche incapacità, come quella di spesa, ad esempio, a beneficiarne sono tutti: centrodestra e centrosinistra, cittadini e stranieri, lavoratori e imprese, tutte le istituzioni.
La credibilità che l’esecutivo di centrodestra sta dimostrando e conquistando da quando è al governo, è una credibilità che si estende all’intera Nazione, mentre il “gioco al massacro” che le opposizioni continua a mettere in scena, come la sfilata al Gay pride di Budapest, per discreditare il governo in carica, è una pratica autolesionista, priva di qualsiasi visione o orizzonte che possa sperare di riconquistare, quanto meno, una parte di quell’elettorato che ha smesso di andare a votare.

Sono i risultati che contano, non più la pura e semplice propaganda.