di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Per i giovani e meno con un interessante bagaglio tecnologico, potrebbe essere interessante sapere che c’è un settore industriale che offre importanti opportunità di lavoro.
Il recente aumento delle spese in Difesa, accettato da tutti i Paesi Nato, può e potrà rappresentare un ulteriore impulso in tal direzione. Secondo recenti dati, dei quali si sono occupati autorevoli quotidiani, quali Il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera, dallo scoppio della Guerra in Ucraina in poi, già a novembre 2023 le aziende della Difesa hanno raddoppiato le offerte di lavoro, rispetto alla media del 2021. Ancora ad aprile 2025 le offerte si sono attestate al 45%, cioè al di sopra dei livelli del 2021. I Paesi protagonisti sono, al momento, la Francia, che può vantare la quota maggiore con il 46% di profili richiesti a livello europeo, la Germania e il Regno Unito, ciascuno con il 17%. Nel frattempo, si sono aggiunti altri Paesi dell’UE e della Nato con un aumento delle offerte di posti di lavoro che è passato dal 6% al 21%. Le figure ricercate sono relative a ruoli ad alta intensità tecnologica e si cercano profili con background tecnico, ingegneristico o informatico.
In Italia, le offerte di lavoro nel settore Difesa sono ancora una quota minoritaria: ad aprile 2025, circa il 9% del totale degli annunci da parte di società che operano nel settore della difesa presenti su Indeed, sito web primo al mondo per la ricerca di lavoro con più di 610 milioni di profili di utenti. Negli ultimi mesi, l’Italia ha iniziato a registrare una crescita nel settore (con un incremento delle offerte di 2,3 volte rispetto a febbraio 2025) e tra i professionisti ricercati figurano esperti nell’ambito del tech e dell’ingegneria, in particolare di sviluppo software (16,5%) e di ingegneria industriale (14,1%).
È da tempo che i rappresentanti dell’industria evidenziano le difficoltà, sempre più alte, che il settore a livello Ue ha a trovare lavoratori con le competenze necessarie. D’altronde, la Difesa è uno di quelli o, forse anche, il primo maggiormente coinvolto nello sviluppo di nuove tecnologie e nell’utilizzo di intelligenza artificiale, big data, analisi avanzata, tecnologie quantistiche. Un gruppo internazionale come Leonardo, con 53.000 dipendenti in tutto il mondo, ritiene che le crescenti difficoltà non siano solo dovute ai conflitti, ma anche al rapido sviluppo e all’integrazione della tecnologia digitale in tutto il settore. In sostanza, l’aggiornamento tecnologico è continuo ed esponenziale.
I profili ricercati, dunque, sono dei veri e propri talenti e in Italia più di qualcuno potremmo sicuramente trovarlo.