Il capo dello Stato ha assicurato che «la Repubblica non abbandona la ricerca della verità»
«La Repubblica non abbandona la ricerca della verità» sulla strage di Ustica «e sollecita la collaborazione di tutti coloro che, anche tra i Paesi amici, possono aiutarci a rispondere al bisogno di giustizia, che non si dissolve negli anni perché è parte del tessuto stesso della democrazia». L’appello è del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 45° anniversario della strage, nella quale persero la vita a 81 persone, che viaggiavano a bordo del DC9 della compagnia aerea Itavia, partito dall’aeroporto di Bologna-Guglielmo Marconi e diretto all’aeroporto di Palermo. «Una tragedia tra le più oscure e laceranti che hanno colpito il nostro Paese», ha aggiunto il capo dello Stato, osservando che la strage «ha impresso nella storia della Repubblica un segno doloroso e profondo che non potrà mai essere cancellato». «Tutti coloro che erano a bordo di quel DC9, partito da Bologna con destinazione Palermo, vi trovarono la morte. Ottantuno persone tra equipaggio e passeggeri: tanti i corpi che non fu possibile ritrovare», ha ricordato Mattarella, concludendo che «la memoria rinnova anzitutto i sentimenti di solidarietà e vicinanza ai familiari delle vittime, costretti a uno strazio indicibile, indelebile, inspiegabile».