Dazi, Ue ha ricevuto proposta Usa. Von der Leyen: «Tutte le opzioni sul tavolo». Ma non c’è identità di vedute
Oggi «abbiamo ricevuto l’ultimo documento statunitense per ulteriori negoziati. Lo stiamo valutando proprio ora. Il nostro messaggio è chiaro: siamo pronti per un accordo». Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa al termine del vertice a Bruxelles. «Per questo motivo – ha aggiunto – ci siamo consultati su una lista di riequilibrio e difenderemo gli interessi europei secondo necessità». Nel frattempo, la Cina ha affermato che Washington eliminerà «una serie di misure restrittive» mentre Pechino «rivedrà e approverà» i prodotti sottoposti a controlli sulle esportazioni. Ursula von der Leyen diffonde ottimismo, qualcosa succederà. Ma che cosa? Intanto, c’è la data del 9 luglio, dopo la quale scattano i dazi Usa. In merito, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha annunciato che la data «non è critica» e che «forse potrebbe essere prorogata, ma è una decisione che spetta al presidente». Per continuare a trattare? «Allo stesso tempo, ci stiamo preparando all’eventualità che non si raggiunga un accordo soddisfacente», ha precisato von der Leyen. Molto fiducioso si è mostrato anche il commissario europeo per i Trasporti e il Turismo sostenibile, Apostolos Tzitzikostas: «State sicuri che raggiungeremo presto un accordo con l’amministrazione Usa che sarà e deve essere benefico per entrambe le parti». Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, rispondendo a chi gli chiedeva se gli Stati membri dovessero accettare sui dazi un cattivo accordo piuttosto che entrare in una guerra commerciale, ha risposto che «un accordo è meglio di un confitto e che zero dazi è sempre meglio di dazi». La cosa principale è per tutti e 27 i Paesi Ue uscire dall’incertezza.