Prosegue il confronto di Cgil, Cisl, Uil e Ugl con le associazioni datoriali più esposte
Anche se il condizionale è d’obbligo, potrebbe effettivamente essere alle battute finali la stesura di un protocollo di intenti sulla gestione dell’emergenza climatica nei luoghi di lavoro. Come si ricorderà, a partire da giugno del 2023 la ministra del lavoro e delle politiche sociali, Marina Calderone, aveva spinto affinché i sindacati e le associazioni datoriali raggiungessero una intesa su un documento condiviso, pensato, in quel momento, soprattutto in funzione caldo. Allora, non fu possibile. Dopo un timido tentativo anche lo scorso anno, il tema è stato ripreso con maggiore incisività in queste settimane, ripartendo proprio dalla bozza di settembre del 2023. Su tale bozza hanno lavorato da una parte i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e, dall’altra, delle associazioni datoriali dei settori maggiormente esposti, industria, costruzioni, artigianato, cooperative. Nel pomeriggio di mercoledì, le quattro sigle sindacali si sono viste, sempre al ministero del lavoro, che sta svolgendo un ruolo di facilitatore, con i datoriali per provare a trovare dei punti di convergenza. Al netto della decisioni che poi prenderà ogni singola organizzazione, si è raggiunta una intesa di massima sulla struttura del documento, che si presenta come un protocollo quadro condiviso per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavoratori, legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro.