Difesa, Medio Oriente, Ucraina, immigrazione e dazi, al centro del summit. Intanto fallisce il tentativo della Lega per il terzo mandato

Al via da oggi il Consiglio europeo. Diversi i dossier al centro del tavolo, che si concluderà domani, dalla difesa alla situazione in Medio Oriente, passando per l’Ucraina e la trattativa con gli Stati Uniti per raggiungere un accordo sui dazi. C’è stato anche spazio per un’altra questione, permanentemente attuale: i flussi migratori. I leader ne hanno parlato nel corso di una riunione informale, che ha coinvolto i Paesi maggiormente interessati dal fenomeno, a partire dall’Italia (ai lavori ha preso parte anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha confermato la convocazione di un nuovo Vertice della Coalizione globale contro il traffico di migranti per il prossimo 10 dicembre, a Bruxelles). In una nota, Palazzo Chigi informa che «oltre a esprimere soddisfazione per i risultati sinora raggiunti dal gruppo informale di Nazioni più interessate alle soluzioni innovative, il Presidente Meloni ha indicato alcuni nuovi filoni di lavoro, a partire dai seguiti della lettera aperta dello scorso 22 maggio in tema di convenzioni internazionali e loro capacità di rispondere alle sfide della migrazione irregolare». Sul fronte domestico, contestualmente, è fallito il tentativo della Lega di introdurre il terzo mandato consecutivo per i presidenti di Regione. La commissione Affari costituzionali del Senato ha bocciato l’emendamento che provava a introdurlo: i voti a favore sono stati cinque (oltre alla Lega anche quelli di Italia Viva e del rappresentante delle Autonomie), i contrari invece quindici. L’episodio non avrà ripercussioni sulla tenuta della maggioranza: «Cosa succede tra Forza Italia e Lega dopo la bocciatura del terzo mandato? Non succede assolutamente nulla», ha assicurato il leader di FI e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani, parlando a margine del pre-vertice europeo del Ppe, il Partito popolare europeo. «Non è che il centrodestra si fonda sul terzo mandato, siamo un’alleanza politica a differenza della sinistra che a volte è un’alleanza elettorale, la nostra coalizione si basa su accordi politici, sulle questioni della giustizia, sulla riforma del premierato, sulla riforma dell’autonomia, quindi su questioni serie e importanti che riguardano sulla politica industriale, il sostegno alle imprese, la riduzione della pressione fiscale», ha concluso Tajani.