Nonostante i big match, la media spettatori fatica a convincere, complici orari europei e un pubblico ancora da conquistare
Il Mondiale per Club è al suo decimo giorno di gare, con il quadro degli ottavi di finale quasi completato. Alla vigilia questa competizione, voluta dal presidente della FIFA, Gianni Infantino, aveva suscitato qualche perplessità sull’interesse che avrebbe potuto generare tra il pubblico statunitense, generalmente più appassionato da altre discipline sportive (basket, baseball, football americano, tanto per citarne alcune). Con 36 incontri alle spalle, è possibile un primo bilancio: al momento, la media spettatori si attesta intorno ai 37.000 per gara, con un tasso di riempimento vicino al 58%. Nonostante i numeri comunicati dalla FIFA, in alcuni casi le presenze sugli spalti sono risultate scarse, anche a causa degli orari delle partite, spesso sfavorevoli per il pubblico locale ma studiati per le esigenze televisive del mercato europeo. Un esempio è l’incontro tra Benfica e Auckland City, giocato di venerdì alle 12, che ha visto la partecipazione di soli 6.000 tifosi. L’incontro con la percentuale di riempimento più alta è stato Bayern Monaco-Boca Juniors, con il 97% della capienza e 64.000 spettatori. Segue Real Madrid-Al Hilal, che ha raggiunto il 95% di riempimento. L’Inter Miami di Lionel Messi ha superato il 92% di riempimento in due occasioni, nelle sfide contro Al Alhly e Palmeiras. L’incontro che ha registrato il maggior numero di spettatori complessivi è stato PSG-Atletico Madrid, con 80.000 presenze e il 91% di riempimento totale. Confrontando i dati con i maggiori campionati europei, la media spettatori del Mondiale per Club e il tasso di riempimento risultano inferiori a quelli della Premier League e della Bundesliga, rispettivamente la prima divisione del calcio inglese e di quello tedesco.