Il lavoro in Italia migliora, ma non abbastanza l’occupazione femminile
In merito al mercato del lavoro in Italia giungono conferme di «un quadro complessivo che continua a migliorare. Crescono gli occupati, che ormai superano i 24 milioni. Si riduce la disoccupazione. Si rafforzano le transizioni verso il lavoro stabile. I principali indicatori del mercato del lavoro mostrano, dunque, più luci che ombre». Ma «uno dei principali nodi da affrontare è sul fronte del segmento femminile», lo ha dichiarato oggi il presidente del Cnel, Renato Brunetta, presentando i dati del “Bollettino CNEL sul Mercato del Lavoro n. 2/2025”, in collaborazione con Istat. Se «i principali indicatori del mercato del lavoro mostrano più luci che ombre», «la quota di donne che non lavorano, soprattutto nel Mezzogiorno, è ancora troppo alta ed è, questo, uno dei principali fattori dello scarto negativo, circa 3 milioni di occupati, tra il nostro Paese e gli Stati del Nord Europa». Per Brunetta recuperare quello scarto si può, «puntando sull’occupazione femminile. Inoltre, «tra le persone in cerca di lavoro, solo il 19,2% degli uomini e il 16,1% delle donne riesce a trovare un’occupazione entro dodici mesi. Questo scenario presenta un elevato rischio di esclusione sociale per coloro che non riescono a trovare lavoro nel breve periodo, un dato particolarmente preoccupante per le donne: il 55% delle disoccupate abbandona il mercato del lavoro». Infine, «si osserva una forte inerzia nella condizione di inattività, con la quasi totalità delle donne (circa il 90%) e degli uomini (85%) che rimane inattiva per un anno. Il mercato del lavoro mostra difficoltà nel reintegrare coloro che ne sono usciti o che non vi sono mai entrati».