Si intensificano i raid e nuovi allerta dopo intervento Usa
Sono ore di attacchi in Iran da parte delle forze israeliane, che hanno intensificato di nuovo le operazioni militari dopo l’attacco, avvenuto nella notte tra sabato e domenica da parte degli Usa contro l’impianto nucleare di Fordow. Tra gli obiettivi dei raid israeliani la base dei Guardiani della rivoluzione islamica a Teheran e il carcere di Evin (anche un’università ha registrato danni durante i bombardamenti). L’Idf ha colpito «simboli del regime nel cuore di Teheran con un’intensità senza precedenti», ha spiegato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, a Channel 12. Katz ha poi sottolineato che per ogni sparo sul fronte israeliano «il dittatore iraniano sarà punito e colpito con tutta la sua forza». Secondo le cifre riportate dalla tv di Stato iraniana, ripresa dalla Bbc e altri media, sarebbero «circa 500» le persone morte dall’inizio del conflitto tra Tel Aviv e Teheran, il 13 giugno. Stando al bilancio del ministero della Sanità del paese, i feriti sarebbero invece oltre tremila. Dal lato statunitense si riferiscono timori di ritorsioni delle forze iraniane contro le forze e le basi Usa nella regione, un rischio forse immediato, entro 24 o 48 ore. Come riportato dalle agenzie internazionali, si evidenziano nuovi allerta in Iraq e, a quanto riferito anche sui social, in particolare in Qatar, dove l’ambasciata a Doha, ha invitato i cittadini americani a rimanere in «luoghi sicuri fino a ulteriore segnalazione».