Il premier israeliano in visita all’ospedale Soroka

«Tutte le opzioni sono aperte, è meglio non parlarne sui media». Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita all’ospedale Soroka, colpito nelle ultime ore da missili iraniani, ha risposto così ad una domanda sulla possibilità di eliminare la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei. Quest’ultimo, invece, è tornato a puntare il dito anche contro gli Stati Uniti su X. «Il fatto stesso che gli americani, amici del regime sionista, siano entrati in scena e stiano dicendo queste cose è un segno della debolezza e dell’incapacità di quel regime», ha scritto infatti Khamenei. «Vorrei dire alla nostra cara nazione – ha quindi aggiunto – che se il nemico percepisce che lo temete, non vi lascerà andare. Continuate a comportarvi come avete fatto finora, continuate a comportarvi con forza». Dell’eventuale partecipazione statunitense alle operazioni militari in Iran (l’obiettivo sarebbe l’impianto nucleare di Fordow), questione su cui le cronache riferiscono dei dubbi di Donald Trump, Netanyahu ha risposto che «dipende» dalla volontà del presidente americano e che «lui conosce il gioco». In ogni caso il premier israeliano ha pure affermato, in relazione a un cambio di regime a Teheran, che «2.500 anni fa Ciro liberò il popolo ebraico, ora il popolo ebraico sta aiutando il popolo persiano a liberarsi». Cina e Russia osservano con attenzione l’evoluzione degli eventi. Per Pechino il cessate il fuoco è «l’assoluta priorità» e il presidente cinese Xi Jinping lo ribadito in un colloquio telefonico con Vladimir Putin.