Idee chiare per il nuovo ct: «Più spazio ai giovani, appartenenza e obiettivo Mondiale»

È iniziata l’era Gennaro Gattuso. Chi meglio di “Ringhio”, conosce la nazionale italiana di calcio? La delusione del 2002 in Corea, il successo del 2006 in Germania, il fallimento del 2010 in Sudafrica, tutto ciò condito in 73 presenze con la maglia azzurra. Oggi Gattuso è il nuovo ct dell’Italia e avrà il compito di qualificarsi al mondiale americano, in programma nel 2026. «E’ un sogno che si avvera e spero di essere all’altezza. So che il compito non è facile, ma di facile nella vita non c’è nulla. Io e il mio staff sappiamo che c’è tanto da lavorare, ma anche la consapevolezza che possiamo fare un buon lavoro. C’è poco da parlare e tanto da lavorare. Io penso che i giocatori ci siano e che bisogna solo metterli nella migliore condizione per farli rendere al massimo. L’obiettivo è riportare l’Italia ai Mondiali perché per il nostro calcio e la nostra nazione è fondamentale», queste le prime parole di Gattuso da commissario tecnico, nel corso della sua conferenza stampa a Coverciano. L’ex allenatore del Napoli ha sostenuto che questa nazionale ha bisogno di entusiasmo e voglia di stare uniti e ovviamente non poteva mancare la domanda sulla carenza di talenti italiani e alla quale ha risposto in maniera chiara, facendo capire che il calcio italiano ha bisogno di far giocare i giovani: «Quest’anno hanno giocato il 68% di stranieri nel campionato italiano e il 32% di italiani. A livello giovanile è stato fatto un grandissimo lavoro, ma dopo l’Under 19 i giocatori si perdono un po’ per strada. Quest’anno all’Hajduk Spalato ho fatto giocare calciatori del 2005, 2006 e 2007. Dobbiamo dare spazio ai giovani. Ora il cambiamento riguarda avere più giocatori giovani a disposizione. Indossare la maglia della Nazionale e stare per due volte fuori dal Mondiale non è semplice, ma non dobbiamo avere paura».