Trump chiede a Teheran una «resa incondizionata»

«Questa nazione non si arrenderà a nessuno di fronte a un’imposizione. Israele ha commesso un grosso errore e verrà punito». Teheran non cede, almeno stando alle parole della guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, citato dalle agenzie locali. «Gli americani – ha affermato Khamenei in un discorso televisivo – sappiano che qualsiasi intervento militare da parte loro sarà senza dubbio ricambiato con un danno irreparabile. Il popolo iraniano si oppone fermamente alla guerra imposta, così come si opporrà con altrettanta fermezza alla pace imposta. Questa nazione non si sottometterà mai a imposizioni di alcuno». Nelle scorse ore i media internazionali non avevano escluso un intervento statunitense al fianco di Israele (qualcuno aveva ipotizzato già nella notte), con l’obiettivo – secondo Axios – di attaccare l’impianto nucleare iraniano di Fordow. Il presidente americano Donald Trump era tornato, via social, a esortare Teheran a una resa incondizionata, circostanza che però la guida suprema ha definito «inaccettabile». Il quadro non sembra volgere alla soluzione immediata, accrescendo le preoccupazioni della comunità internazionale. Anche la Russia segue con apprensione la successione degli eventi. Oggi il Cremlino ha fatto sapere di un colloquio tra Vladimir Putin e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Durante la conversazione «è stato sottolineato l’imperativo di una rapida fine delle ostilità e dell’intensificazione degli sforzi politici e diplomatici nell’interesse della risoluzione delle questioni controverse relative al programma nucleare iraniano».