Dazi, e se il dollaro non garantisce più stabilità… Al G7 non ci sono stati passi avanti neanche sulla questione dei dazi
Inutile nasconderlo, la distanza tra Ue e Stati Uniti sui dazi non si è ridotta. Anzi. La crisi, dunque, resta, ma, nell’antica Grecia, il termine krisis significava sia pericolo sia decisione e così, anche nell’antica Cina, il doppio ideogramma (wei ji) aveva un duplice significato: pericolo e opportunità. Negli ultimi mesi, molti analisti hanno rilevato come il rafforzamento del ruolo internazionale dell’euro possa diventare ancora più importante alla luce di un possibile indebolimento strutturale del dollaro come moneta internazionale di scambio. «L’euro? Può diventare una moneta “globale”», lo ha scritto in un editoriale, pubblicato sul Financial Times, anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, delineando le condizioni affinché la moneta unica europea possa rafforzarsi e diventare la valuta di riferimento per tutto il mondo e sostituendo, così, il ruolo che dal secolo scorso ha sempre avuto il dollaro. Ma è un’opportunità, ha avvertito la stessa presidente, che «deve essere conquistata». Come? «L’Europa deve rafforzare tre pilastri fondamentali: credibilità geopolitica, resilienza economica e integrità giuridica e istituzionale». Bisogna fare presto, però, perché “l’occasione ghiotta” è stata, già, intercettata proprio dalla Cina, che intenzione di istituire un centro operativo internazionale sullo yuan digitale a Shanghai, potendo contare su «una rete di pagamento e compensazione transfrontaliera multicanale e ad ampia copertura» dopo oltre un decennio di sviluppo. L’occasione è chiara a tutti. Infatti, in una bozza di conclusioni del Consiglio europeo in programma la prossima settimana, presa in visione dall’agenzia Public Policy, il Consiglio europeo «sottolinea che il rafforzamento della competitività dell’Europa e l’ulteriore integrazione del mercato unico contribuiranno a rafforzare l’influenza globale dell’Ue, compreso il ruolo internazionale dell’euro». Per il momento a livello internazionale il dollaro non fa altro che alimentare dubbi e la guerra tra Israele e Iran, ha un effetto indiretto sui mercati, assestati su un fragile equilibrio, dopo le battaglie commerciali sui dazi, e sulla loro volatilità di nuovo in ascesa. Ecco che, al momento, l’oro raggiunge i massimi di sempre, rafforzando, quindi, la sua posizione di “bene rifugio”. L’occasione, dunque, è ghiotta per qualsiasi valuta che miri a surclassare il dollaro, ma, viene da chiedersi, chissà chi riuscirà e anche a che prezzo.