Le famiglie scelgono di rivolgersi alle strutture dei sindacati per le domande

L’Inps aggiorna i numeri dell’assegno unico e universale, lo strumento a sostegno delle famiglie attivo ormai da qualche anno che ha sostituito gli assegni familiari e le detrazioni per i figli a carico. Nei primi quattro mesi del 2025, l’Istituto ha erogato assegni per 6,5 miliardi di euro. Facendo una proiezione, siamo in linea con quanto erogato nel complesso lo scorso anno: 19,8 miliardi di euro. È utile ricordare che nel 2022, l’Inps ha erogato assegni per un ammontare di 13,2 miliardi, mentre nel 2023 si è saliti a 18,2 miliardi. I nuclei familiari interessati sono poco meno di 6,1 milioni per un totale di 9 milioni e 620mila figli. Si ricorda che l’assegno copre i figli a carico fino a 21 anni; se con disabilità, non sono previsti limiti di età. L’importo medio è di 167 euro. Tale media, però, deriva da situazioni molto diverse, in quanto varia dall’importo minimo di 57 euro per chi non presenta l’Isee o per chi supera la soglia massima (fissata per il 2025 a 45.939,56 euro) ad un importo massimo di 224 euro (soglia Isee fino a 17.227,33 euro). Un elemento molto interessante, che ha catturato l’attenzione in particolare dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, è il fatto che il canale privilegiato d’accesso continua ad essere quello per il tramite dei patronati e delle strutture delle parti sociali: nei primi mesi del 2025, tali domande rappresentano il 55% del totale.