Ucciso capo militare iraniano Ali Shadmani

«Non sto cercando un cessate il fuoco, stiamo cercando di fare meglio di un cessate il fuoco, una fine vera». Queste le parole del presidente statunitense, Donald Trump, sull’Air Force One, durante il viaggio di ritorno dal Canada, dove ha lasciato con un giorno di anticipo il vertice G7 per questioni relative alla guerra tra Israele e Iran. Trump ha anche avvertito che se Teheran colpirà i soldati americani in Medio Oriente, «ci scateneremo con tutte le nostre forze, inizieremo a fare sul serio». Intanto, in uno degli ultimi attacchi delle forze israeliane nella capitale iraniana, è rimasto ucciso Ali Shadmani, a capo delle forze armate della Repubblica Islamica, nominato da pochi giorni e considerato vicino alla guida suprema iraniana, Ali Khamenei. Nelle ultime ore il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che «non stiamo conducendo alcuna negoziazione, non permetteremo che venga fatto del male ai cittadini israeliani». Da parte sua Teheran, attraverso il portavoce del ministero della Difesa, citato dalle agenzie iraniane, ha invece riferito di avere utilizzato «nell’attacco di oggi un nuovo missile, che i sionisti hanno dichiarato di non essere riusciti a intercettare». Invita alla moderazione giungono anche dalla Russia. «Invitiamo le parti a esercitare la massima moderazione per poi procedere, in un modo o nell’altro, verso una soluzione pacifica, politica e diplomatica», ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.