Così il vicepremier Salvini a Rtl 102.5: «Vuol dire che sono i cittadini a scegliersi il loro sindaco e il loro governatore»
«Non è una battaglia politica per qualcuno, il terzo mandato vuol dire che sono i cittadini a scegliersi il loro sindaco e il loro governatore. Se non è capace, lo mandano a casa dopo il primo mandato, perché anche cinque anni con un sindaco incapace possono fare disastri, ma se è bravo, e non è facile di questi tempi, perché cancellare per un cittadino la possibilità di rieleggerlo e risceglierlo. La posizione della Lega è chiara da anni. Se anche altri condividono che sono i cittadini a dover avere l’ultima parola e non i partiti, una legge si può approvare in fretta». Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, in un’intervista a Rtl 102.5. Tanti i temi trattati nel corso del suo intervento. Riguardo la pace fiscale e il taglio dell’Irpef, secondo Salvini sono due cose che «possono andare insieme». «La pace fiscale – ha quindi osservato – riguarda più di venti milioni di italiani, quindi quasi la metà, togliendo i minorenni e i centenari, hanno una pendenza con il fisco. Non perché non hanno dichiarato i redditi, ma perché hanno fatto la dichiarazione, ma non sono riusciti a pagare tutto nei tempi previsti, vuoi per il Covid, per l’aumento dei costi, per un fallimento, un divorzio, un infortunio sul lavoro. A questi venti milioni di italiani, possiamo rateizzare in dieci anni in 120 rate mensili, tutte uguali, senza sanzioni e interessi, di quello che dovrebbero pagare e che altrimenti non riusciranno mai più a pagare? Sì, lo Stato lo fa, incassa dei soldi che altrimenti non vedrebbe mai, queste persone tornano a vivere e fatturare e quei soldi possono permettere di ridurre le tasse e l’Irpef» in modo permanente.