Stati Uniti riducono personale diplomatico in M.O.

Crescono i timori della comunità internazionale per un imminente attacco di Israele ai danni dell’Iran, una possibilità che, se confermata, rappresenterebbe un’ulteriore escalation nella regione mediorentale, già alle prese con i fronti di guerra nella Striscia di Gaza e in Libano. Sono diversi i media statunitensi a riportare l’indiscrezione. Secondo il New York Times, funzionari statunitensi ed europei ritengono l’ipotesi alquanto plausibile e potrebbe ritardare, oppure ostacolare, il negoziato sul nucleare tra Washington e Teheran. Che per il momento prosegue, come da programma. «Sono lieto di confermare che il sesto round dei colloqui tra Iran e Stati Uniti si terrà a Muscat domenica», ha annunciato su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, confermando l’appuntamento riferito martedì dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran. Già nelle scorse settimane il presidente americano Donald Trump aveva tentato di sconsigliare il premier israeliano Benjamin Netanyahu dall’attaccare l’Iran, proprio per non mettere a rischio il dialogo sulla questione nucleare tra le parti. Gli Usa, intanto, ridurranno il personale diplomatico di alcune ambasciate in Medio Oriente. «L’Iran ha costantemente ostacolato le verifiche e il monitoraggio dell’Aiea, ha espulso gli ispettori e ha ripulito e occultato siti sospetti non dichiarati. Queste azioni compromettono il regime globale di non proliferazione e rappresentano una minaccia imminente alla sicurezza e alla stabilità regionale e internazionale. La comunità internazionale deve rispondere con decisione alla non conformità dell’Iran e adottare misure per impedirgli di sviluppare armi nucleari», si legge sul profilo X del ministero degli Esteri israeliano.