Diversi temi hanno animato la giornata politica, iniziata con Tajani che ha assicurato che «nessun italiano» sarà trasferito a Guantanamo, dove, secondo il Washington Post, la Casa Bianca intende trasferire i migranti irregolari

Quanto si sta consumando negli States, il terzo mandato e il dibattito sulla cittadinanza. Sono diversi i temi che hanno riempito la cronaca politica delle ultime ore e, in alcuni casi, alimentato un confronto tra le forze politiche che compongono la maggioranza. Partiamo da una indiscrezione riportata dal quotidiano statunitense Washington Post, secondo cui l’amministrazione Usa starebbe considerando la possibilità di inviare quasi 9 mila migranti irregolari, inclusi quelli provenienti dai Paesi europei, nella base militare di Guantanamo, a Cuba. «Non ci sono motivi per cui cittadini italiani debbano essere portati a Guantanamo. L’Italia ha già manifestato la sua disponibilità a riprenderli, nel pieno rispetto dei loro diritti individuali e garantendo l’assistenza consolare», ha rassicurato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenuto a RTL 102.5, precisando che il trasferimento a Guantanamo coinvolgerebbe esclusivamente i cittadini di Stati che si rifiutano di collaborare con il rimpatrio. «Non è il caso dell’Italia», ha aggiunto, annunciando una prossima telefonata con il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Tajani ha poi ribadito la sua contrarietà al terzo mandato: «Ritengo che due mandati siano sufficienti, perché non servono incrostazioni di potere», ha detto, esprimendo una posizione diametralmente opposta a quella della Lega, confermata oggi dal leader della Lega, Matteo Salvini, in un’intervista al “Corriere della Sera”: «Noi da sempre riteniamo che debbano essere i cittadini a scegliere. Del resto, abbiamo portato la proposta in Aula quattro volte e quattro volte ce la siamo votata da soli. Ma il tempo rimasto è pochissimo», ha osservato, riferendo che il dossier non è stato al centro dell’incontro di ieri, tra i leader del centrodestra, a palazzo Chigi. Altro tema “caldo” è quello relativo alla cittadinanza: a Tajani, che ieri ha rilanciato lo Ius Scholae, Salvini ha replicato che «sulla cittadinanza, il risultato» del referendum «è clamoroso, immaginare scorciatoie è sbagliato. Per questo non capisco perché Forza Italia insista. Mi pare che i referendum abbiano fatto chiarezza su questo. Anche a sinistra, la legge italiana va bene così come è».