La moneta unica è stata utilizzata nel 51,7% delle vendite del 2024

Nel 2024, l’euro è stata la valuta più utilizzata per le esportazioni extra-UE, con una quota del 51,7%, mentre il dollaro statunitense ha registrato una quota del 31,4%. Le valute dei paesi dell’UE diverse dall’euro hanno invece rappresentato il 3% e le altre valute il 13,4%. È quanto emerge da uno studio pubblicato questa mattina dall’Eurostat. In 20 dei 27 paesi dell’UE, si legge ancora, l’euro è stata la valuta predominante per le esportazioni extra-UE. Le quote più elevate sono state registrate in Slovenia (91,1%), Croazia (82,8%) e Lituania (75,0%). Sono invece sei i paesi dell’UE in cui è stato il dollaro statunitense la valuta più utilizzata per le esportazioni. Tra questi, le quote più alte sono state registrate a Cipro (69,0%), Irlanda (68,9%) e Grecia (52,7%). Le valute dei paesi dell’UE diverse dall’euro hanno avuto una quota particolarmente elevata in Svezia (58,7%), Bulgaria (25,1%) e Danimarca (24,0%), principalmente a causa dell’utilizzo della loro moneta nazionale. Al contrario, il dollaro è stata la valuta più utilizzate per le importazioni con una quota del 51,1%, seguito dall’euro con il 39,7%. Le valute dei paesi dell’UE diverse dall’euro hanno rappresentato l’1,6% e le altre valute il 7%. Il dollaro statunitense è stato la valuta dominante per le importazioni extra-UE di beni in 18 dei 27 paesi dell’UE, con le quote più alte in Lituania (65,5%), Paesi Bassi (63,8%) e Finlandia (63,5%). Nei restanti nove paesi dell’UE, la valuta più utilizzata per le importazioni è stato l’euro, con le quote più elevate in Slovenia (82,8%), Lettonia (65,2%) e Slovacchia (65,1%).