Calderone, «c’è bisogno di un nuovo patto per il lavoro»

Ha dichiarato oggi ad Agorà (Rai 3) il ministro del Lavoro e e delle Politiche sociali, Marina Calderone, all’indomani dello schiacciante risultato dei referendum che «c’è bisogno di strumenti moderni, ma anche di creare un nuovo patto del lavoro attraverso un confronto serrato con le parti sociali. I salari si alzeranno nel momento in cui metteremo insieme il tema della produttività: bisogna lavorare per alzarla e sostenere la partecipazione dei lavoratori a scelte e strategie aziendali».
Musica per le orecchie di quei sindacati, UGL e CISL, che si sono schierati contro la strumentalizzazione dei temi del lavoro nei 4 quesiti su 5 dedicati al tema, e delle imprese che tutte, dalle grandi alle medie e piccole, lamentano altri problemi, cioè mancanza di lavoratori qualificati.
«Il livello di competenze digitali degli italiani è molto basso, ma contiamo comunque di formare 1 milione di cittadini entro fine anno e 2 milioni entro il 2026». E, in questo senso, «stiamo mettendo nuovi strumenti a disposizione di imprese e lavoratori».
Un nuovo patto del lavoro, dunque, che unisca sicurezza, dignità e innovazione, mentre «la realtà dei numeri impone attenzione alle trasformazioni del mondo del lavoro».
Peraltro, il ministero del Lavoro ha lanciato una consultazione pubblica, conclusa il 21 maggio scorso, intorno ad un documento che dovrebbe portare alla stesura di “Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro”. Documento che viaggia in parallelo con il disegno di legge governativo sempre sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nei diversi settori della pubblica amministrazione, ad iniziare dalla sanità.