Mosca: «Nato strumento di aggressione e scontro»

Quella trascorsa è stata una notte di attacchi intensi della Russia ai danni dell’Ucraina. Secondo le stime dell’aviazione ucraina, Mosca avrebbe lanciato un numero record di 479 droni. In ogni caso Kiev ha anche reso noto di avere intercettato 460 di questi droni, più alcuni missili anch’essi lanciati nelle scorse ore. «A causa dell’intenso attacco aereo della Federazione Russa sul territorio ucraino, aerei polacchi e alleati hanno iniziato a operare nello spazio aereo polacco questa mattina», ha riferito lo Stato maggiore polacco su X. Si tratta di una procedura frequente al cospetto di attacchi russi con missili o droni nell’area dell’Ucraina al confine con la Polonia, paese Nato. Quanto alla Nato, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, «sta dimostrando in modo palese la sua essenza di strumento di aggressione e di scontro». Le parole giungono dopo che il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, ha annunciato l’intenzione di «aumentare del 400%» la capacità di difesa aerea e missilistica. Inoltre, ha detto oggi Peskov citato dalle agenzie russe, in riferimento alla scadenza della moratoria sul dispiegamento di missili a corto e medio raggio, «Mosca dovrà rispondere a tali azioni aggressive della Nato e dei Paesi Nato, inclusi i nuovi membri della Nato vicini ai nostri confini. Ci riserviamo di certo il diritto di agire liberamente e a un certo punto, non limiteremo più le nostre azioni».