Referendum su lavoro e cittadinanza: fallimento annunciato. Affluenza al 22%, dato in forte calo rispetto al referendum abrogativo sull’acqua del 2011 – l’ultimo in cui si era votato in due giorni – quando il dato parziale è stato del 41%
L’affluenza parziale, ferma sotto il 30%, per la precisione 28,3% con il 29% delle sezioni esaminato o 29,04% con il 41% delle sezioni italiane scrutinate. Per il referendum numero 5, sulla cittadinanza italiana, secondo i dati del sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 25.879 sezioni su 61.591, l’affluenza parziale al voto alle 15 si è attestata al 28,99%. Già al termine della prima giornata di apertura dei seggi, domenica 8 giugno, alle ore 23, l’affluenza alle urne per i cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza si era fermata al 22,73% e, ancora prima alle 19.00, al 16,16%. Un primo campanello d’allarme per i promotori della consultazione e cioè alcune organizzazioni sindacali, in primis Cgil, e alcuni movimenti civici, così anche per i partiti schierati per il “sì” come Pd, Avs e M5s, che ha lasciato libertà di coscienza sul quesito per la cittadinanza. Per la prima volta, hanno potuto partecipare categorie più ampie di elettori: i fuori sede, coloro che, per studio, lavoro o cure mediche, si trovano da almeno tre mesi lontano dal proprio Comune di residenza. Gli aventi diritto temporaneamente residenti all’estero hanno potuto esercitare entro il 7 maggio l’opzione per il voto per corrispondenza, secondo quanto prevede l’articolo 4-bis della legge 459/2001. Nonostante ciò, secondo Youtrend, alle 23 niente quorum in nessun Comune. Oggi, come è noto, si è potuto votare fino alle 15.00, e il dato parziale dell’affluenza ha segnato un quorum al di sotto del 30%: i referendum hanno fatto flop. Un dato in forte calo rispetto al referendum abrogativo sull’acqua del 2011 – l’ultimo in cui si era votato in due giorni – quando il dato parziale era stato del 41%. Secondo YouTrend, in base ai dati fermi alle 23 di ieri, domenica, i referendum hanno spaccato l’Italia in due. Si è votato di più al Nord e al Centro, più astensionismo al Sud. In particolare, si è votato di più nelle città del Nord d’Italia, raggiungendo un’affluenza media del 23%. Unica eccezione, secondo Youtrend, è la provincia di Bolzano che ha registrato l’affluenza più bassa in assoluto. Ferme sotto il 4% le province di Vibo Valentia, Agrigento e Caltanissetta. Insieme alla consultazione referendaria, si è votato anche per il ballottaggio delle elezioni amministrative in 13 Comuni; grande l’attenzione per le città di Taranto e Matera. In Sardegna i cittadini di 7 Comuni, di cui Nuoro il più grande, sono chiamati alle urne per il primo turno delle elezioni amministrative.