La Commissione europea, però, alza bandiera bianca, almeno per il 2025
Il tema dell’intelligenza artificiale, e non potrebbe essere altrimenti, è sempre più al centro dell’attenzione. Il Cnel, da tempo, è impegnato nel produrre analisi mirate sui singoli settori produttivi, attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, mentre è atteso a breve il via libera al disegno di legge del governo, dedicato proprio allo sviluppo dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione e nel settore privato. Intanto, da Bruxelles arriva la notizia che la Commissione europea è intenzionata a togliere dal programma 2025 la proposta di direttiva sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Una decisione che non è piaciuta ai sindacati che hanno interpretato tale scelta come paradossale, in quanto proprio attraverso una direttiva condivisa si potrebbe arrivare a quel quadro normativo necessario a superare gli attuali ostacoli. Citando studi dell’Ocse, secondo la Commissione europea, molti datori di lavoro rinuncerebbero a sviluppare l’impiego dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro proprio per le resistenze poste in essere dai loro stessi dipendenti. Del resto, partendo da una osservazione simile, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno chiesto al Parlamento italiano di dare norme chiare e puntuali, mettendo quei paletti fondamentali a tutelare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.