Azionò materialmente la detonazione che uccise Falcone

Dopo 25 anni di reclusione, gli ultimi quattro dei quali in libertà vigilata, il boss mafioso Giovanni Brusca è tornato in libertà. Responsabile di oltre cento omicidi e mano che azionò l’esplosivo che nel 1992 uccise Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, ha ricevuto uno sconto di pena grazie alla legge sui collaboratori di giustizia, voluta dallo stesso Falcone. Brusca condurrà la sua vita sotto falsa identità e in sotto protezione. «Come cittadina e come sorella – ha commentato Maria Falcone -, non posso nascondere il dolore e la profonda amarezza che questo momento inevitabilmente riapre. Ma come donna delle Istituzioni sento anche il dovere di affermare con forza che questa è la legge».