Rutte: «Impegno per Kiev nella Nato resta valido»
Tra uno stop e una ripartenza, il dialogo tra Russia e Ucraina dipenderà «dalla volontà delle parti» e seguirà l’analisi dei memorandum contenenti le richieste per giungere alla fine delle ostilità. Questa la posizione espressa oggi dal Cremlino tramite il portavoce, Dmitri Peskov, in riferimento alle date dei nuovi colloqui. Quelli di Istanbul del 2 giugno non hanno prodotto granché e per il momento Mosca ha respinto l’ipotesi di incontro a tre, con Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. Nel frattempo la Nato avrebbe confermato, secondo i media ucraini che cita un funzionario, l’invito rivolto a Kiev al vertice dei leader dell’Alleanza atlantica in programma il 24 e 25 giugno all’Aia. E proprio dal fronte Nato, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa alla vigilia della ministeriale Difesa, ha ricordato che «la decisione presa a Washington di presentare agli ucraini un percorso irreversibile dell’Ucraina verso la Nato resta valida ancora oggi. Non è cambiato nulla». Rutte ha poi sottolineato che «non è mai stato promesso all’Ucraina che una potenziale adesione alla Nato sarebbe stata parte di un accordo di pace o di un cessate il fuoco, ma quell’impegno a lungo termine esiste e lo stiamo costruendo». Infine, Rutte ha lanciato un avvertimento anche a Putin, in relazione soprattutto ai paesi Baltici: «Siamo sempre preparati a ogni eventualità. E Vladimir Putin dovrebbe sapere che se provasse» ad attaccare «la nostra reazione sarebbe devastante e sa che dobbiamo assicurarci che non sia devastante solo oggi, ma in assoluto. Saremo devastanti e molto efficaci anche tra 3-5-7 anni ed è per questo che dobbiamo spendere di più».