Meloni: «Facciamo di più insieme». Carfagna: «La destra di governo ha sempre ricercato condivisione su questo tema»
La tragedia della quattordicenne di Afragola, Martina Carbonaro, uccisa dall’ex fidanzato, ha scosso le coscienze di tutti. In un video diffuso sui social la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato: «Dobbiamo fare di più, tutti insieme per Martina. Per tutte», perché si tratta di «un delitto spietato che colpisce nel profondo ogni genitore, ogni cittadino, ogni essere umano». Dello stesso avviso, la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha rilanciato un appello: «Mi rivolgo una volta ancora alla presidente del Consiglio almeno per il contrasto alla violenza di genere mettiamo da parte lo scontro politico. Dobbiamo fare una legge che introduca l’educazione al rispetto e alle differenze, obbligatoria in tutte le scuole d’Italia, in tutti i cicli scolastici». In realtà, aveva ricordato Meloni, «sono stati molti i provvedimenti che abbiamo approvato finora per tentare di fermare questo male, ma dobbiamo essere consapevoli che le norme non saranno mai sufficienti se non daremo vita ad una profonda svolta culturale e sociale». Inoltre, un “tavolo” bipartisan già esiste ed è la Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio. Così anche per la segretaria di Noi Moderati, Mara Carfagna, secondo la quale «l’appello di Schlein tende ad avvalorare una contrapposizione sul tema della lotta alla violenza sulle donne che non esiste. La destra di governo ha sempre ricercato condivisione su questo tema». Dalle leggi contro lo stalking, sui matrimoni forzati e in favore degli orfani di femminicidio fino alle norme successive come il Codice Rosso, si è concretizzata «la più larga adesione dei partiti, oltre ogni differenza di schieramento», ha ricordato Carfagna. Iniziative che, in parte, hanno funzionato. Secondo, infatti, il 1° bollettino trimestrale 2025, a cura del Servizio Analisi Criminale presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale, i delitti commessi in ambito familiare/affettivo, sono diminuiti, rispetto al 1° trimestre 2024, sia nel numero di eventi da 38 a 25 (-34%) sia nel numero delle vittime di genere femminile che da 23 sono passate a 14 (-39%); così come il numero degli omicidi commessi dal partner o ex partner, da 17 sono diventati il 13 (-24%) e le vittime di genere femminile, da 13 a 10 (-23%). Tuttavia, per capire la reale dimensione e le conseguenze del fenomeno, basti sapere che in Italia ci sono più di 3500 orfani minorenni di donne vittime di femminicidi, secondo l’Osservatorio nazionale indipendente sugli orfani di femminicidio. Orfani definiti “speciali” perché esposti a una simultanea doppia perdita: quella della madre per mano del padre e anche del padre che, in alcuni casi, si suicida e comunque viene arrestato.