di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

L’indagine “Gli italiani e il lavoro”, realizzata dall’Istituto Piepoli per conto della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, offre uno spaccato nitido delle vere priorità dei lavoratori italiani. Due emergenze si stagliano nettamente su tutte: la necessità di salari più alti e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il 63% degli intervistati individua nella retribuzione l’elemento centrale per il proprio benessere, mentre il 60% punta il dito sulla mancanza di tutele sufficienti per la propria incolumità sul posto di lavoro. Temi urgenti, profondamente radicati nella quotidianità. Eppure, il dibattito sindacale sta guardando altrove: i referendum previsti per la prossima settimana, infatti, non sembrano sincronizzati con i bisogni effettivi del mondo lavoro. Parlano un linguaggio distante dalla realtà ed, invece di affrontare il nodo retributivo e il bisogno di sicurezza, si concentrano su aspetti che non rappresentano, in un contesto di crescita dell’occupazione, in particolare di quella stabile, i temi sentiti dai lavoratori, compreso il quesito che vorrebbe eliminare le limitazioni alla responsabilità solidale in capo a committente, appaltatore e subappaltatore, scaricando tutto su committente e appaltatore, che potrebbe ridurre il rispetto delle norme su salute e sicurezza da parte dei subappaltatori. È un paradosso che non si può ignorare. Ciò che davvero serve è insistere sul fronte del cuneo fiscale, sul rinnovo dei Ccnl, sulla contrattazione di secondo livello, sulla partecipazione. Ferma restando, poi, la necessità di misure per rafforzare il sistema produttivo da un lato e per ridurre il mismatching fra domanda e offerta di lavoro dall’altro. Solo così sarà possibile irrobustire in modo strutturale i salari. Mentre, sul fronte della sicurezza, è apprezzabile lo stanziamento di nuovi fondi da parte del Governo, ma occorre fare di più, con una strategia incisiva, fatta di controlli più serrati e di un coordinamento centrale, un’Agenzia Nazionale per la Sicurezza sul Lavoro, che metta in rete tutte le forze ispettive. Il futuro del lavoro passa anche dalla capacità di affrontare le grandi trasformazioni in atto, prima fra tutte quella legata all’intelligenza artificiale. È incoraggiante constatare come, in particolare tra i giovani, l’IA venga percepita più come un’opportunità che come una minaccia. Ma, per trarne pienamente vantaggio, è necessario ripensare il modello di relazioni industriali, come collaborazione tra capitale e forza lavoro, anche grazie alle nuove norme sulla partecipazione. Non è tempo di battaglie anacronistiche, ma di scelte coraggiose, adeguate al mondo del lavoro contemporaneo. Le urne referendarie non possono sostituire un confronto maturo tra le parti sociali, capace di offrire risposte credibili a un mondo del lavoro che cambia e chiede, oggi più che mai, sicurezza e dignità.