I rischi per la crescita globale. Bankitalia: «Negli USA impatto di circa il doppio»
Nelle considerazioni finali, a margine della presentazione della Relazione annuale sul 2024 della Banca d’Italia, il presidente Fabio Panetta ha sottolineato che «le dispute commerciali e i conflitti in atto stanno incrinando la fiducia a livello internazionale, con effetti negativi sulle prospettive dell’economia globale», con un conseguente abbassamento delle stime di cresciuta mondiale, portate dal Fondo Monetario Internazionale a meno del 3%, «ben al di sotto della media dei decenni scorsi». «Il rischio di guerre commerciali – ha ricordato Panetta – si è concretizzato il 2 aprile con l’introduzione da parte degli Stati Uniti di un forte e generalizzato aumento dei dazi, in parte sospeso nelle settimane successive. L’annuncio ha causato ampie oscillazioni sui mercati finanziari, penalizzando soprattutto le imprese più esposte a livello internazionale». «I dazi attualmente in vigore negli Stati Uniti – ha proseguito -, sebbene inferiori a quelli annunciati all’inizio di aprile, restano i più elevati del secondo dopoguerra e sono causa del sensibile aumento dei dazi medi a livello mondiale» e «il loro impatto potenziale è oggi molto maggiore rispetto al passato, a causa della stretta integrazione dell’economia globale». «L’inasprimento delle barriere doganali – ha poi spiegato – potrebbe sottrarre quasi un punto percentuale alla crescita mondiale nell’arco di un biennio». Impatto che, secondo le stime della Banca d’Italia, negli Stati Uniti, potrebbe essere circa il doppio.