Le parole del cancelliere tedesco a Helsinki

«Noi siamo minacciati e ci difendiamo. Non deve esserci alcun dubbio sul fatto che noi ci difenderemo». E se Mosca non accetta la mediazione del Vaticano, allora vuol dire che «non mostra alcun interesse a una tregua». Dopo la strigliata del presidente statunitense, Donald Trump, stavolta è il turno del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, durante una conferenza stampa a Helsinki con l’omologo finlandese, Petteri Orpo. Le sue parole arrivano l’indomani della conferma (come ha invece precisato oggi) sulla rimozione delle restrizioni all’uso delle armi fornite alle forze ucraine. Mentre crescono le pressioni nei confronti di Mosca, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass, ha ribadito che «la Russia continua a sviluppare una bozza di memorandum relativa al futuro trattato di pace, definendo diversi aspetti, come i principi dell’accordo, i tempi del potenziale accordo di pace e l’eventuale cessate il fuoco per un certo periodo di tempo qualora vengano raggiunti accordi pertinenti». Tuttavia, in una nota, il ministero della Difesa russo ha pure chiarito che le forze armate «continueranno a condurre attacchi massicci e di gruppo in risposta a qualsiasi attacco terroristico e provocazione da parte del regime di Kiev», sottolineando che «gli attacchi saranno condotti esclusivamente contro strutture militari e imprese del complesso militare-industriale ucraino». Il quadro, insomma, resta incerto. Quanto alla possibile sede dei colloqui, il ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, incontrando il collega turco Hakan Fidan, ha affermato che la Russia apprezza «le opportunità che la Turchia ha nuovamente offerto per un’altra fase di negoziati diretti tra le delegazioni russa e ucraina».