Numeri in crescita fra le lavoratrici e i lavoratori, in particolare in Lombardia

Quasi in contemporanea con il via libera da parte dell’Inps alla norma sui congedi parentali, che innalza l’indennità, in terminate condizioni, all’80% dello stipendio, introdotta con la legge di bilancio, arriva la statistica sulle dimissioni volontarie; due aspetti che, a prima vista, sembrano slegati fra loro, ma che, in realtà, sono per molti versi interconnessi, soprattutto se andiamo a leggere le motivazioni che accompagnano la decisione di lasciare un posto di lavoro. Nel 2024, secondo quanto comunicato dall’Ispettorato nazionale del lavoro, 61mila lavoratori e lavoratrici con figli a carico hanno presentato le loro dimissioni volontarie dal posto di lavoro, circa 10mila in più rispetto alla media del periodo antecedente al Covi-19. Oltre 35mila hanno motivato la decisione con la difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli minori. Il fenomeno delle dimissioni volontarie continua a riguardare soprattutto le donne (70%), anche se la componente maschile è in crescita rispetto al passato. Quasi 4mila uomini hanno lasciato il lavoro, adducendo come motivazione la difficoltà di conciliazione. Sotto l’aspetto territoriale, nella sola Lombardia si concentra il 24% delle dimissioni volontarie, un numero enorme in parte spiegabile anche con le maggiori opportunità se si vuole cambiare lavoro: seguono Veneto ed Emilia-Romagna, altre due regioni con un tessuto produttivo molto dinamico.