Notti di attacchi russi in Ucraina, diverse le vittime

Per adesso il Cremlino glissa ed evita di aggiungere carne al fuoco. «Una reazione emotiva», ha definito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la reazione di Donald Trump, secondo il quale Putin sarebbe «completamente impazzito». Certo è, in ogni caso, che i recenti e violenti raid in Ucraina – soltanto la notte scorsa le forze russe hanno svolto attacchi impiegando la cifra record di oltre 350 droni – non hanno lasciato il presidente statunitense indifferente. Peskov ha ribadito l’importanza dell’avvio dei negoziati grazie alla mediazione degli Stati Uniti, ma ha anche voluto ricordare che «Putin sta facendo tutto il necessario per garantire la sicurezza della Russia», perché «le minacce del regime di Kiev continuano». Putin «è impazzito – aveva invece commentato Trump su Truth –. Sta uccidendo molte persone. Missili e droni contro le città in Ucraina per nessuna ragione». «Ho sempre detto – ha poi sottolineato – che voleva tutta l’Ucraina, non solo una parte, e forse sta iniziando a rivelarsi giusto, ma se lo fa porterà alla caduta della Russia». La guerra in Ucraina, ha quindi affermato Trump, «non sarebbe mai iniziata se fossi stato presidente. Questa è la guerra di Zelensky, Putin e Biden, non di Trump». L’inquilino della Casa Bianca, allora, ha anche avuto da ridire sull’operato di Zelensky: «Non sta facendo un favore al suo paese parlando in quel modo – ha scritto ancora sul social Truth –. Tutto ciò che esce dalla sua bocca causa problemi, non mi piace, ed è meglio che la smetta».