Italia-Grecia: «No a fondo unico per agricoltura e pesca». Il rischio: indebolire l’efficacia e la coerenza delle politiche
Sul futuro della politica agricola comune, in vista della prossima proposta di bilancio a lungo termine da parte della Commissione Ue, è stato presentato, nel corso del Consiglio Agrifish oggi a Bruxelles, un importante documento siglato da Italia e Grecia, che ha ricevuto il sostegno di Austria, Belgio, Cipro, Croazia Francia, Irlanda, Portogallo, Repubblica Ceca e Ungheria, in cui si lanciano sia un allarme sia una richiesta. «Per la Pac e la pesca nutriamo forti preoccupazioni circa l’idea, spesso avanzata, di istituire un fondo unico e un Piano nazionale che sostituirebbero l’attuale approccio basato su fondi e programmi separati per agricoltura e pesca. Ciò comporterebbe il rischio concreto di indebolire l’efficacia e la coerenza delle politiche e di perdere la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze del settore». «Per rispettare gli elevati standard e gli obiettivi della Pac e della Politica comune per la pesca (Pcp), è essenziale prevedere strumenti di finanziamento distinti per agricoltura, pesca e acquacoltura. È inoltre riconosciuto – si legge – che esiste una significativa disparità di reddito tra il settore agricolo, dell’acquacoltura e della pesca e gli altri settori economici. Ricordiamo che la necessità di mantenere il finanziamento della Pac separato e indipendente, basato sugli attuali due pilastri, è stata ribadita anche nelle Conclusioni del Consiglio Agrifish del dicembre 2024». In conclusione, Italia e Grecia chiedono alla Commissione di «rispettare un bilancio coerente e dedicato all’agricoltura e alla pesca in tutte le consultazioni dell’Ue durante le discussioni sul futuro Quadro finanziario pluriennale (Qfp), al fine di salvaguardare il buon funzionamento delle politiche comuni».