Confronto avviato dopo che il governo ha impugnato alla Consulta la legge trentina

Prosegue il dibattito sul terzo mandato, dopo che il governo ha impugnato alla Consulta la legge trentina sul terzo mandato (con il voto contrario della Lega). Il dossier, a differenza della narrazione del centrosinistra, non ha creato una frattura all’interno della maggioranza, ma più semplicemente innescato un (sereno) confronto. Disattendendo le indiscrezioni circolate ieri sugli organi di informazione, nell’incontro avuto oggi con il premier Giorgia Meloni, il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, non ha affrontato il discorso: «Non abbiamo parlato di terzo mandato», ha detto, lasciando palazzo Chigi dopo il faccia-a-faccia. «L’ho detto più volte, io sono sempre favorevole quando scelgono i cittadini, dopodiché la limitazione dei mandati è data dalla volontà popolare per quanto mi riguarda», ha quindi aggiunto. «A noi pare che avere una legge nazionale» per le Regioni ordinarie e quelle a statuto speciale «sia la strada maestra», ha detto invece il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, parlando ai cronisti. «Non a caso è stato chiesto alla Corte costituzionale se possano essere direttamente le Regioni e le Province autonome a poter decidere o occorra una legge nazionale», ha quindi concluso.