Gli industriali fanno propria la proposta già formulata dai sindacati confederali

Anche Confindustria, in materia di salute e sicurezza, sposa la linea prospettata da tempo dalle organizzazioni sindacali e che la Ugl, in particolare, aveva pure promosso nella gestione delle emergenze connesse al clima, vale a dire provare a replicare il modello Covid-19 che aveva permesso il ritorno a lavoro in condizioni sicure per tutti i dipendenti. Si tratta di una apertura non scontata e che, proprio per tale ragione, è stata accolta con interesse dalle organizzazioni sindacali e dallo stesso ministero del lavoro. Il protocollo Covid-19, come si ricorderà, aveva rafforzato l’azione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e i momenti di confronto all’interno dell’azienda con la previsione di comitati ad hoc. Passato il momento di maggiore difficoltà, però, si è ritornati al passato, non valorizzando le esperienze maturate nel frattempo. Ora Confindustria torna a proporre questa soluzione della quale si dibatterà nei prossimi incontri tecnici che si terranno al ministero del lavoro. incontri che serviranno pure per mettere a punto una strategia più complessiva per ridurre il drammatico impatto degli infortuni nei luoghi di lavoro. Intanto, il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, dove sono presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha approvato il conto consuntivo dell’Istituto. L’avanzo di bilancio è salito a 44 miliardi di euro, risorse che potrebbero aiutare.