Terzo mandato: non scontro, ma confronto
È una tempesta in un bicchiere d’acqua oppure siamo sull’orlo di una grave crisi di governo? Nessuna delle due. Il centrosinistra spaesato e diviso su tutto, in primis sui referendum sul lavoro, ha tutto l’interesse a proiettare le divisioni sul campo avversario. Quanto accaduto ieri ovvero l’impugnazione da parte del Consiglio dei ministri, con parere contrario di quelli della Lega, della legge approvata dal Consiglio provinciale di Trento che aumenta da due a tre i mandati massimi consecutivi per i presidenti della Provincia autonoma, più che una spaccatura insanabile, ha aperto un dibattito alla luce del sole.
È vero, il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento, delibera scaturita in seguito ad un confronto tra i ministri, ma intanto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha cercato di buttare acqua sul fuoco, dichiarando a caldo: «Nessun problema, questioni locali»; aggiungendo oggi: «Secondo me è giusto che scelgano i cittadini». Certo, il governatore trentino Maurizio Fugatti ha definito l’impugnativa «un attacco, una messa in discussione della nostra autonomia speciale». Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, ha parlato di «errore grave», perché «le Regioni a statuto speciale hanno poteri differenti». D’altronde è stata proprio la Lega a presentare quel disegno di legge nella Provincia di Trento. Per il vicepremier e leader di FI, Antonio Tajani, «non c’è stato alcun battibecco, ma una discussione civile con toni distesi che riguardava la possibilità di impugnare la legge elettorale di Trento», «tutto qua».
Oggi dalle colonne del Corriere della Sera, Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, ha spiegato che «iI Consiglio dei ministri ha votato su un punto che ha a che fare con la coerenza nazionale per elettorato attivo e passivo. Non è possibile che in alcune Regioni si possa votare per un Terzo mandato e in altre no». Ciò significa che «se le Regioni ci chiedessero di intervenire, se ci fosse una spinta importante per aprire alla possibilità di un Terzo mandato, non avremmo problemi a parlarne, aprire un dibattito». Anche per il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervistato dal quotidiano La Stampa, c’è disponibilità «ad aprire un dibattito sul terzo mandato», «non abbiamo mai avuto posizioni pregiudiziali. L’esito di questa discussione, quindi, non è scontato». Dunque, il dibattito è aperto.