di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Di fronte alle solite narrazioni della sinistra, secondo cui l’Italia sarebbe isolata sul piano internazionale, i fatti, ancora una volta, smentiscono clamorosamente questa lettura faziosa. Il trilaterale che si è svolto ieri a Palazzo Chigi, tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, è la più chiara dimostrazione che l’Italia è tutt’altro che marginale: è anzi al centro di un importante processo diplomatico globale. Dopo la messa che ha segnato l’inizio del pontificato di Leone XIV, per la prima volta, infatti, sotto la regia della premier, si è tenuto un incontro di vertice volto a scongiurare la guerra commerciale tra Usa e Ue. Un segnale importante che ribadisce il ruolo dell’Italia come «costruttrice di ponti» – così è stata definita Meloni dallo stesso Vance – tra le due sponde dell’Atlantico. E di ponti tra Washington e Bruxelles c’è un gran bisogno. E non si tratta solo di commercio e dazi: forse, dopo anni difficilissimi, per l’Europa tutta, non solo la Ue, ma l’intero continente, sta tornando finalmente il tempo della pace. Il colloquio tra Meloni e Trump, tenutosi sabato, e le consultazioni telefoniche della scorsa notte tra Trump, la stessa premier e Macron, Merz e Starmer, in vista della chiamata tra il presidente Usa e Vladimir Putin, dimostrano che si sta aprendo finalmente uno spiraglio per arrivare a delle trattative che portino alla fine della guerra fra Russia e Ucraina. Anche perché in questo contesto sembra assumere un peso importante anche il ruolo del nuovo pontefice, che ha parlato nel suo discorso di insediamento della necessità di dialogare per la pace e che oggi ha incontrato lo stesso Vance. Certo, una posizione paradigmatica per il Vaticano, ma che ora assume un significato diverso e lascia sperare che, con la mediazione della Santa Sede, il negoziato stia per concretizzarsi, dopo la riunione di Istanbul, che, pur avendo avuto risultati deludenti, è comunque stata la prima in forma diretta tra le delegazioni russa e ucraina dalla primavera del 2022. Come Ugl, riteniamo fondamentale che si giunga ad una soluzione positiva tanto sui dazi, quanto sulla questione ucraina ed anche che l’Italia si trovi in una posizione di protagonismo, con un ruolo di equilibrio e mediazione, a garanzia della stabilità e della compattezza dell’Occidente in un momento tanto cruciale. Ruolo da ricoprire anche su altri argomenti fondamentali, come energia e difesa della produzione europea, sicurezza comune e politiche migratorie. Tutti temi che impattano direttamente sul lavoro, sulle imprese, sulle famiglie italiane e per questo, al di là delle ideologie, bisognerebbe apprezzare il fatto che oggi l’Italia è ascoltata, rispettata e centrale nei tavoli che contano. E questo è un bene per tutti.