A poche settimane dalla consultazione, una sintesi della nostra analisi su quesiti inattuali e controproducenti

di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl

Un tentativo di guardare la realtà con lo specchietto retrovisore, o peggio, con le lenti dell’ideologia e della strategia politica, perché negli ultimi dieci anni il mondo del lavoro è cambiato profondamente e ha bisogno di risposte nuove, capaci di coniugare stabilità, diritti e flessibilità. Per questo l’Ugl si pone in netta contrapposizione con l’iniziativa referendaria Cgil, auspicando, piuttosto, per migliorare la normativa sul mondo del lavoro, un confronto costruttivo tra le parti sociali. Entrando nel merito dei quattro quesiti relativi al mondo del lavoro, sui cinque totali che sono oggetto del Referendum dell’8 e 9 giugno, il primo, ovvero quello sull’abrogazione del decreto attuativo sul contratto a tutele crescenti, farebbe tornare alla norma così come modificata dalla Legge Fornero, con la conseguente diminuzione delle tutele per alcune tipologie di lavoratori, ad esempio quelli delle associazioni di volontariato. Il secondo quesito, che intenderebbe cancellare il tetto di indennizzo massimo in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese, avrebbe l’effetto di lasciare il dipendente nell’incertezza di poter ricevere anche un indennizzo inferiore. Il terzo vorrebbe eliminare la possibilità di usare i contratti a tempo indeterminato senza obbligo di causali nei primi dodici mesi e la nostra perplessità riguarda il rischio concreto, per le aziende che necessitano di personale per brevi periodi, di un aumento del sommerso. Infine l’ultimo, eliminando le limitazioni alla responsabilità solidale in capo a committente, appaltatore e subappaltatore, scaricando tutto su committente e appaltatore, potrebbe ridurre il rispetto delle norme su salute e sicurezza da parte dei subappaltatori. Insomma, ci sono ragioni concretissime per non partecipare a questi Referendum, proprio per tutelare al meglio i lavoratori italiani, che, in una fase economica come quella attuale hanno bisogno di ben altro. Non di un’incertezza normativa che potrebbe far diminuire il numero delle assunzioni, in un momento di occupazione record, soprattutto a tempo indeterminato, e spingere le aziende a ridurre il personale o ricorrere al lavoro nero, ma di un serio confronto sulle questioni più urgenti, ovvero quella dell’aumento di salari e stipendi, anche grazie alla contrattazione di secondo livello ed alla partecipazione dei lavoratori, e di maggiore formazione e più ispezioni e controlli, per garantire un lavoro sicuro.

Al Salone del Libro
Anche quest’anno la casa editrice dell’Ugl, Edizioni Sindacali, è presente con un proprio stand al Salone del Libro di Torino, che è in programma dal 15 al 19 maggio, con l’esposizione delle nostre pubblicazioni, fra le quali anche il mensile Pagine Libere, e la realizzazione di podcast con gli autori diffusi via social. L’obiettivo, fare in modo che il sindacato sia parte attiva non solo nelle consuete sedi che appartengono al mondo del lavoro ed al confronto fra parti sociali, ma anche nel panorama culturale italiano, per diffondere le nostre analisi e le nostre proposte.