Donald Trump non esclude una sua presenza in Turchia
«Non appena il presidente lo riterrà necessario, lo annunceremo». Questa la risposta del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, riguardo chi sarà a guidare la delegazione della Russia ai negoziati di giovedì a Istanbul (In Turchia potrebbe andare il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, stando a diversi media). Secondo la presidenza ucraina – che ha diffuso una nota del capo dello staff, Andriy Yermak– l’eventuale assenza di Vladimir Putin rappresenterebbe «un segnale definitivo» sulle reali intenzioni della Russia circa la conclusione del conflitto. Volodymyr Zelensky, nella serata di ieri, aveva definito uno «strano silenzio» quello di Mosca, aggiungendo poi che «in un modo o nell0altro, la Russia dovrà porre fine a questa guerra, e prima lo farà, meglio sarà». Da parte sua anche il presidente statunitense, Donald Trump, sta premendo l’acceleratore sull’incontro, non escludendo una sua presenza giovedì a Istanbul. Tuttavia, nonostante vi sia ancora incertezza sullo sviluppo degli eventi, si registrano da entrambi i lati posizioni più morbide su determinati temi. Per il Cremlino, ad esempio, l’avvio di negoziati diretti con Kiev rappresenta ora una priorità più della questione legata alla legittimità di Zelensky. Da parte ucraina, invece, secondo quanto riportato da Rbc Ukraina, il consigliere del capo dell’ufficio del presidente Mykhailo Podoliak ha dichiarato che il divieto di colloqui con il leader russo – già sancito per decreto – potrà essere modificato se quest’ultimo accetterà di incontrare per l’appunto Zelensky.