Aumenta il personale coinvolto grazie alle risorse del Fondo nuove competenze

La spinta del Fondo nuove competenze, giunto alla sua terza edizione, si fa sentire sul versante della formazione. È quanto emerge dal Rapporto Inapp, appena pubblicato. I primi due cicli di finanziamenti aggiuntivi, pari a 1,7 miliardi di euro in totale, hanno, infatti, favorito l’allargamento della platea dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti in attività di formazione continua. Dopo lunghi anni in cui la partecipazione media era compresa fra il 6 e il 7%, nel 2023 si è raggiunto l’11,6%, superando così di slancio la soglia del 10%. L’Italia, però, rimane indietro nel confronto europeo, soprattutto se si guarda ai Paesi scandinavi. Uno scenario, quindi, da luci e ombre. Nel caso dei lavoratori dipendenti, la percentuale, ad esempio, sale al 13%, mentre crolla al 6,9% per le persone disoccupate. Ed ancora, le qualifiche più elevate (21,6%) sono maggiormente coinvolte rispetto a quelle di più basso profilo (5,6%). La formazione si riduce con l’avanzare dell’età: si passa, infatti, dal 19,4% dei minori di 35 anni al 7,3% di chi ha più di 54 anni. Resta, infine, un forte divario territoriale, con il Mezzogiorno in costante ritardo. Al momento, il Fondo nuove competenze ha permesso di formare quasi 560mila addetti in più; nell’80% dei casi, la formazione ha riguardato la transizione digitale. Il 41,2% della forza lavoro continua, però, ad avere competenze informatiche insufficienti o nulle.