di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale UGL

Tutto il mondo, ieri, ha assistito alla proclamazione del nuovo Papa, Leone XIV, e anche la nostra Confederazione si unisce alle congratulazioni ed agli auguri al Santo Padre, interpretando, seppure da laici, questo evento come un momento di grande significato spirituale, al di là della fede di ognuno, e storico, nel particolare contesto che stiamo vivendo, di crisi internazionale, di «guerra mondiale a pezzi», come l’aveva definito il suo predecessore Francesco. L’auspicio è che il suo pontificato possa essere all’insegna della pace e della solidarietà, valori che sentiamo profondamente anche nel mondo del lavoro, data anche la scelta del nome, che segue quello del Papa che nel 1891 promulgò la Rerum novarum, l’enciclica alla base della dottrina sociale della Chiesa alla quale anche l’Ugl si ispira fra i fondamenti ideali della propria azione, accanto al sindacalismo nazionale. Poi, Leone XIV si è presentato come un papa del dialogo, sia all’interno della Chiesa, come anche fa pensare il suo motto «Illo unum uno», fra le “correnti” più progressiste e quelle più conservatrici, se si possono usare questi termini politici in quel contesto, che all’esterno, fra Nord e Sud del mondo, per le sue origini statunitensi da un lato e la sua attività missionaria dall’altro, e fra le due sponde dell’Atlantico. Forse c’è la possibilità, e la speranza, che l’attuale momento storico caratterizzato da profonde contrapposizioni, geopolitiche, ideologiche, economiche e sociali, stia per lasciare il posto ad un’altra fase, di reciproca comprensione e ritorno ad un confronto più sereno. Passando dal sacro al profano, anche a livello italiano sembra che qualcosa stia cambiando, e il riferimento è all’importante tavolo al quale ho partecipato ieri in rappresentanza dell’Ugl, assieme agli altri sindacati, con il Governo, sul tema fondamentale della salute e sicurezza sul lavoro. Oltre agli impegni presi dall’Esecutivo, oltre alle proposte formulate dai partecipanti ed in particolare i nostri dieci Piani nazionali sulla sicurezza, un elemento qualificante di questo incontro è rappresentato dallo spirito costruttivo che è emerso durante e dopo la riunione, nella speranza che su un tema così importante non ci sia spazio per contrapposizioni strumentali, ma si lavori tutti insieme in modo concreto ed efficace per trovare delle soluzioni finalizzate a diminuire in modo tangibile il numero degli incidenti sul lavoro. Un invito, quindi, al dialogo. Importante soprattutto oggi, in occasione del giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo, affinché ci sia un terreno comune di collaborazione, per superare la violenza e l’odio ideologico, le contrapposizioni inflessibili e trovare sempre una modalità di confronto propositiva e pacifica, di cui in questo momento c’è estrema necessità, in Italia come nel mondo.