Un Papa outsider con un programma ambizioso. Non solo il richiamo costante, per 10 volte, alla Pace, ma anche a quel Leone XIII, autore della Rerum Novarum, considerato ancora oggi il pilastro della dottrina sociale della Chiesa
La «pace sia con tutti voi!». Queste le prime parole di Papa Leone XIV, al secolo Francis Robert Prevost, affacciato alla Loggia esterna della Basilica Vaticana nel salutare il popolo e prima di impartire la Benedizione Apostolica “Urbi et Orbi”. Non semplici parole, ma un programma molto ambizioso per un Papa considerato outsider. La parola “pace” – «disarmata e disarmante» – è stata menzionata 10 volte nel suo primo discorso e si tratta, quindi, di una promessa che dovrà essere mantenuta. Significativo che siano due americani, il presidente degli Stati, Uniti Donald Trump, e ora Papa Leone XIV, i leader mondiali che, più di altri, hanno voluto caratterizzare il loro mandato con questa impegnativa parola in un mondo martoriato da innumerevoli guerre. Ciò che più interessa sottolineare è anche il nome scelto da Prevost, Leone. Leone I fermò Attila, Leone III incoronò Carlo Magno e, facendo un grande balzo in avanti, Leone XIII è l’autore dell’enciclica De Rerum Novarum pubblicata nel 1891, considerata il più importante documento della dottrina sociale della Chiesa, la prima che si occupa di questioni economiche e sociali. Oltre alla proprietà privata quale diritto naturale e alla «soluzione socialista inaccettabile per gli operai», la Rerum Novarum affronta la questione del conflitto di classe, prodotto dell’era industriale, sottolineando la necessità della concordia tra le classi sociali per superare la divisione tra padroni e operai e le conseguenze di una ricchezza concentrata nelle mani di pochi. Per tutte queste ragioni, l’enciclica resta una bussola sulle questioni del mondo del lavoro e sulla condizione dei lavoratori, premessa della partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa. Infatti, si occupa di «ineguaglianze sociali e del lavoro faticoso», di «necessità della concordia», di «relazioni fra le classi sociali», della «vera utilità della ricchezza», di «rinnovamento della società» e del «diritto dell’intervento dello Stato», nonché della «questione del salario» e del «diritto di associazione». Forse anche Papa Leone XIV, come il suo predecessore, intende farsi carico delle innovazioni e delle vicende storiche del suo tempo che, in questo caso, includono le implicazioni etiche e sociali dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale; per dirne soltanto una.