di Francesco Paolo Capone
Segretario Generale UGL
Oggi a Palazzo Chigi tavolo fra il governo e le organizzazioni sindacali per l’illustrazione di proposte e iniziative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tavolo molto importante, preceduto alla vigilia, dall’apertura al confronto con il sindacato proveniente dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ha invitato a lavorare subito insieme. Invito che in qualità di segretario generale dell’UGL ho colto senza alcun indugio, nella convinzione, da sempre avuta, che un impegno condiviso sul fronte della prevenzione debba essere prioritario e al centro dell’agenda comune di istituzioni e parti sociali. Così oggi al tavolo nella Sala Verde presieduto dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a fronte della proposta del governo di uno stanziamento di 650 milioni di euro a sostegno della sicurezza nei luoghi di lavoro, un passo avanti significativo che riconosce la centralità del tema e la necessità di interventi concreti e strutturali, l’UGL ha illustrato la sua proposta in materia: avviare dieci Piani nazionali mirati, a partire dalla formazione specifica nei settori ad alto rischio, dalla sostituzione dei dispositivi di protezione obsoleti, fino all’addestramento per i lavoratori in cassa integrazione e alla messa in sicurezza di scuole, ospedali e altri edifici pubblici, più un piano straordinario per contrastare le malattie professionali, con visite mediche specialistiche mirate e formazione continua, soprattutto in quei settori dove il rischio è amplificato da età, genere o mansioni. Senza tralasciare il potenziamento di banche dati e i sistemi digitali (Sinp) per garantire un’azione ispettiva più efficace e una prevenzione mirata, anche attraverso l’intelligenza artificiale, rafforzando gli organici degli ispettori del lavoro e valorizzandone il ruolo economico e professionale. Siamo favorevoli anche all’istituzione di una Procura nazionale, o, in alternativa, di un coordinamento nazionale fra le Procure, per il perseguimento dei reati connessi al mancato rispetto della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di superare le evidenti discrasie che si registrano sui vari territori. Altrettanto prioritario garantire l’applicazione dei contratti collettivi di riferimento, impedendo il ricorso improprio a subappalti.
La sicurezza sul lavoro, in particolare, non può essere terrena di divisione, ma un punto di incontro su cui costruire un dialogo costruttivo. Siamo pronti a confrontarci con le grandi imprese, insieme alle altre organizzazioni sindacali, con responsabilità e con lo spirito partecipativo che ci contraddistingue da sempre anche sui temi della produttività, purché ciò avvenga in un contesto di reciproco ascolto, nel rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori.
Accogliamo con assoluta convinzione e spirito di servizio gli appelli del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in occasione del 1° Maggio ha invitato tutti ad un maggiore impegno in tema di sicurezza sul lavoro e quello, di oggi, della premier Meloni, per la quale occorre «un’alleanza» per mettere in cima alle priorità la sicurezza sul lavoro. Noi dell’UGL, presenti!
I dieci Piani nazionali
• Adozione di un Piano nazionale di addestramento finalizzato a migliorare il corretto impiego di macchinari e dispositivi di protezione individuali, partendo dai settori produttivi maggiormente a rischio infortunio (Dotazione finanziaria: 100 milioni di euro; Obiettivo: 200mila lavoratori e lavoratrici)
• Adozione di Piani nazionali formativi specifici per lavoratori e lavoratrici in ammortizzatore sociale, finalizzato a consolidare le conoscenze in materia di salute e sicurezza e all’acquisizione di nuove conoscenze legate agli aspetti infortunistici connessi alla transizione ambientale, energetica e digitale (Dotazione finanziaria: 50 milioni di euro; Obiettivo: 100mila lavoratori e lavoratrici)
• Adozione di un Piano nazionale di contrasto al fenomeno delle malattie professionali, in particolare nei settori maggiormente esposti e in ragione dell’età, del sesso, della mansione ricoperta e della esposizione agli agenti climatici, attraverso visite mediche specialistiche (Dotazione finanziaria: 100 milioni di euro; Obiettivo: 250mila lavoratori e lavoratrici);
• Adozione di un Piano nazionale di ammodernamento e sostituzione dei dispositivi di protezione individuale, anche finalizzati a favorire il supporto da remoto a lavoratori e lavoratrici che operano in contesti isolati o confinati, in particolare nei settori produttivi più esposti, compresa l’agricoltura e la pesca (Dotazione finanziaria: 70 milioni di euro; Obiettivo: 70mila lavoratori e lavoratrici);
• Adozione di un Piano nazionale di interventi di messa in sicurezza di immobili e siti pubblici, con priorità per la scuola, l’università e la sanità (Dotazione finanziaria: 100 milioni di euro; Obiettivo: 2mila interventi)
• Adozione di un Piano nazionale di qualificazione dei formatori in materia di salute e sicurezza e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (Dotazione finanziaria: 10 milioni di euro; Obiettivo: 10mila operatori)
• Adozione di un Piano nazionale di potenziamento della compilazione digitale del Documento di valutazione del rischio, sul modello Oira, finalizzato anche allo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale in grado di accompagnare le imprese verso una maggiore sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro e di migliorare l’azione preventiva degli ispettori del lavoro (Dotazione finanziaria: 50 milioni di euro; Obiettivo: 200mila imprese);
• Adozione di un Piano nazionale per la progressiva sostituzione della cartellonistica di sicurezza con una segnaletica di tipo avanzato di realtà aumentata, anche in lingua straniera, (Dotazione finanziaria: 30 milioni di euro; Obiettivo: 30mila imprese);
• Adozione di un Piano nazionale di accompagnamento per l’acquisizione crediti aggiuntivi nell’ambito della Patente a crediti nell’edilizia e nei cantieri mobili (Dotazione finanziaria: 30 milioni di euro; Obiettivo: 30mila imprese)
• Adozione di un Piano nazionale per l’acquisizione di competenze linguistiche, interpersonali e trasversali per ridurre il fenomeno infortunistico nelle categorie maggiormente a rischio per incidenza, in particolare lavoratori e lavoratrici stranieri (Dotazione finanziaria: 30 milioni di euro; Obiettivo: 60mila lavoratori e lavoratrici)
Azioni mirate
• Potenziamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) per favorire la condivisione delle banche dati e lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale (Dotazione finanziaria: 10 milioni di euro)
• Potenziamento delle attività ispettive, con valorizzazione economica della figura dell’Ispettore del lavoro (Dotazione finanziaria: 70 milioni di euro)