di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
Un’analisi del Foglio, sull’onda di quanto accaduto in Germania per l’elezione del nuovo cancelliere Merz, pur partendo da una prospettiva che non è la nostra, coglie alcuni elementi di verità che meritano di essere sottolineati. In un’Europa segnata da instabilità politica crescente – basti pensare ai governi di minoranza in Francia, Spagna, Svezia e Portogallo, oltre che alla crisi di rappresentanza in Germania – l’Italia, dopo un passato nel quale era il simbolo stesso dell’instabilità politica, nel dopoguerra abbiamo avuto 31 premier, contro i 10 cancellieri tedeschi, ora sta dimostrando una solidità nuova, costruita nel tempo. Certo, il maggioritario ed il bipolarismo hanno aumentato la governabilità, ma anche il fatto che l’Italia, a differenza di altri grandi Paesi europei, è riuscita ad integrare pienamente la destra nel quadro democratico. Questo è stato possibile grazie a un processo di modernizzazione della destra stessa, che ha avuto un’accelerazione con l’intuizione politica di Silvio Berlusconi e che si è completato grazie alla forza del “sistema Italia”, cioè di quelle dinamiche istituzionali, parlamentari e culturali che, al netto delle difficoltà, pure ancora presenti, hanno saputo includere invece che escludere. È un risultato importante, non solo per chi si riconosce nei valori del centrodestra, ma per tutti i cittadini italiani. Perché la stabilità di un Paese democratico, condizione essenziale per lo sviluppo economico, per l’occupazione e per la coesione sociale, si fonda sulla capacità delle sue istituzioni di rappresentare l’intero arco delle opinioni. In molti Paesi europei oggi assistiamo, invece, a un pericoloso scollamento tra cittadini e istituzioni ed a fenomeni di radicalizzazione che mettono a rischio la stessa pace sociale. L’Italia è riuscita a disinnescare queste tensioni, non alzando barriere ma costruendo ponti, dentro le regole della democrazia. Oggi da noi governa una maggioranza di centrodestra che ha dimostrato – a partire dalla figura del presidente del Consiglio Giorgia Meloni – di essere in grado di guidare il Paese con senso delle istituzioni e rispetto delle regole comuni. Questo è un fatto positivo, che ci deve rendere orgogliosi e che ci invita a difendere e rafforzare un modello politico-istituzionale che ha saputo dimostrare di essere solido ed inclusivo. Nei Paesi dove ciò non avviene, dove esistono partiti forti nei consensi, ma esclusi dal governo, cresce la sfiducia nei confronti della politica e si alimentano tensioni che rischiano di minare il sistema alle basi, specie nell’attuale contesto internazionale. L’Italia è riuscita a superare questa frattura, costruendo una stabilità che non è solo parlamentare ma anche sociale, ed oggi potrebbe dare un contributo importante anche per il futuro dell’Europa, offrendo un modello in cui governabilità e pluralismo possono coesistere.