di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale

Non servono e non funzionano i “piani-anti”, ciò di cui abbiamo bisogno in Europa sono, casomai, “piani-pro”. Ha suscitato forti polemiche l’iniziativa Ue, presentata alla Sorbona di Parigi, con l’obiettivo di attrarre gli scienziati o “cervelli” americani a stabilirsi in Europa, la quale, così, si candida ad essere il rifugio dei ricercatori in fuga dalle politiche trumpiane riservate alle università. Il presidente Donald Trump ha, infatti, sospeso ingenti sovvenzioni federali a prestigiosi atenei, in seguito al loro rifiuto di adeguarsi alla richiesta di modifiche su criteri e programmi didattici. Occasione ghiotta, indubbiamente, cha va colta, sì, ma nel modo giusto e con criterio.
Il criterio seguito da Bruxelles non è giusto né nel “quando” né nel “come” né nel “quanto”. Prima di tutto la chiave “anti Trump”, in un momento in cui si sta cercando una via diplomatica alla soluzione del problema dazi, appare decisamente fuori luogo. In secondo, presentare l’iniziativa alla Sorbona di Parigi, quando l’Ue è composta da 27 Paesi, non è la modalità migliore per un’Unione politica ed economica. Terzo, il piano, che prevede l’impiego di 500 milioni di euro nel periodo 2025-2027, risorse provenienti dal programma Horizon Europe, non basterà a rendere appetibile un Continente che, in termini di dimensioni, non investe tanto quanto gli Usa e che, soprattutto, “grazie” al Green Deal, ha innescato un pericoloso processo di de-industrializzazione in settori chiave come auto e siderurgia. Bisogna considerare, inoltre, che esistono altri “giganti” molto più attraenti dell’Ue, come la Cina e l’India, i quali, in termini di investimenti in ricerca e sviluppo e, ancora di più, di innovazione tecnologica sono già pronti a superare un vero colosso come gli Usa.
Inoltre, un piano simile rischia di innestarsi e, in molti casi, di concorrere – anche nella stessa Francia – contro i cervelli presenti nei tanti atenei prestigiosi d’Europa. Basti sapere che in Francia alle Università saranno tagliati complessivamente 1,5 miliardi di euro e che, a suo tempo, il Consiglio Europeo ha proposto un netto taglio (450 milioni di euro) dei fondi di ricerca e sviluppo per il 2025, sottratti a quell’Horizon Europe che finanzia l’iniziativa in chiave anti-Trump dei cervelli statunitensi in fuga. Corto circuito, strabismo o improvvisazione?
Probabilmente tutte le cose messe insieme, con un’improvvisazione decisamente evidente, data l’estemporaneità e la maldestra velocità utilizzata per lanciare il piano, che non ha consentito un tempo adeguato a comprendere l’inopportuna presentazione del piano alla Sorbona di Parigi, al punto da suscitare l’irritazione di tanti Stati Europei, compreso il nostro.
E se è di cervelli veri che stiamo parlando, quelli di sicuro se ne accorgono che il piano “Choose Europe for Science” è decisamente uno specchietto per le allodole