I principi

Le Linee guida, nella attuale formulazione provvisoria, prevedono una decina di capitoli più una appendice. Il documento si apre con una introduzione, nella quale si osserva il crescente ruolo dell’Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, con un impatto diretto sui lavoratori e le lavoratrici e sulle modalità di svolgimento delle professioni. Uno scenario fatto di opportunità, ma anche di sfide. Si cita, fra le altre, una statistica del World economic forum, secondo la quale, entro il 2030, in tutto il mondo si creeranno 170 milioni di nuovi posti di lavoro; di converso, i posti persi saranno 92 milioni. Una accelerazione senza precedenti che rischia di alimentare importanti criticità basate sull’esclusione tecnologica. Sempre in premessa, il documento richiama alcuni riferimenti internazionali (l’Unesco e la raccomandazione sull’etica dell’Intelligenza artificiale del 2021; i principi dettati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo; i report del World economic forum sulle competenze lavorative) e normativi (Ai Act – Regolamentazione europea dell’Intelligenza artificiale; il Regolamento generale sulla protezione dei dati 2016/679; il Piano d’azione del G7 di Cagliari – Principi internazionali per un’Intelligenza artificiale etica e antropocentrica).

Strategia chiara

Il capitolo 2 della bozza di Linee guida delinea lo scenario complessivo dell’implementazione dell’Intelligenza artificiale nelle aziende. A fronte di importanti opportunità in termini di processi aziendali, produttività e competitività, emerge anche la necessità di avere una strategia chiara e consapevole, guardando, in particolare, alle piccole e medie imprese. Il ministero, nello specifico, si orienta su tre linee fondamentali: formazione e sviluppo delle competenze; tutela dei lavoratori; riduzione del divario digitale. L’attuale scenario segnala due trend emergenti. In primo luogo, quello dell’Intelligenza artificiale generativa, che raccoglie il 43% degli investimenti totali. In secondo luogo, i sistemi di machine learning, analisi predittiva e computer vision che rientrano in quella che si definisce come l’Intelligenza artificiale tradizionale. Con riferimento al nostro Paese, i settori più ricettivi sono il bancario e il finanziario, le telecomunicazioni e il manifatturiero, anche se i volumi di investimento appaiono ancora relativamente ridotti. L’Intelligenza artificiale presente dei vantaggi, come l’aumento della produttività, la possibilità di prendere decisioni basate sui dati, la personalizzazione dell’offerta, la maggiore sicurezza sul lavoro, la sostenibilità nell’uso delle risorse.