di Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl
La Festa dei Lavoratori rappresenta ogni anno un momento fondamentale per il sindacato, per riaffermare il valore del lavoro, difendere i diritti, gettare le basi per affrontare nuove sfide nel segno di una maggiore giustizia sociale. In questo Primo Maggio 2025, l’impegno dell’Ugl si rinnova con determinazione: l’Italia che vogliamo, da Nord a Sud, è un Paese con meno disoccupazione, meno precarietà e più lavoro. E questo, infatti, è lo slogan che darà il titolo alla nostra manifestazione nazionale di domani, che si svolgerà al Parco Matusa di Frosinone. Perché il lavoro non è solo una voce nei dati statistici: è crescita per il Paese e la società italiana, dignità e libertà per le persone, in sintesi, futuro. Attualmente i segnali sono incoraggianti, con dati positivi record per quanto riguarda l’occupazione generale e quella a tempo indeterminato in particolare. Ma, all’interno di questa tendenza di crescita, restano ancora molte criticità da risolvere, come l’inclusione dei giovani, che restano spesso ai margini del mondo del lavoro, sia quantitativamente, che nella qualità della loro occupazione quando trovano un lavoro. Per questo, in collaborazione con la Luiss Business School abbiamo realizzato un rapporto che affronta un tema cruciale: l’orientamento scolastico e universitario, quindi il nesso tra scelte formative e lavoro, per superare il mismatching fra domanda e offerta. I dati raccolti confermano l’importanza dell’istruzione e della formazione professionale, ma anche di un orientamento mirato, che aiuti i giovani a conoscere le opportunità esistenti, capire quali percorsi li porteranno verso un lavoro stabile, qualificato e coerente con le loro attitudini, creando un ponte concreto tra scuola, università e mondo del lavoro. Uno studio presentato oggi, alla vigilia della Festa dei Lavoratori, perché questa giornata non è soltanto un’occasione di celebrazione, ma, soprattutto, un momento di riflessione collettiva, di bilancio e di proposta per migliorare il mondo del lavoro del futuro. Ed in questo contesto, alla luce anche dei dati recenti, non è possibile parlare di lavoro senza parlare di sicurezza. Ancora troppi incidenti, troppe vite spezzate: serve una risposta decisa e strutturale. L’Ugl chiede la prosecuzione del tavolo governativo sulla sicurezza, l’istituzione di una banca dati nazionale che permetta un monitoraggio efficace e integrato, e maggiori risorse per i controlli ispettivi e per la formazione dei lavoratori. Prevenzione significa salvare vite: non possiamo accettare che il lavoro continui a essere fonte di rischio. In questo Primo Maggio, il nostro pensiero va a chi ha perso la vita in nome di un salario, ai lavoratori che chiedono più tutele, ai giovani che cercano un’occasione. A chi non smette di credere che, con l’impegno di tutti, l’Italia possa essere un Paese migliore.